Sistemi di Gestione e Certificazioni
Modello organizzativo - Dlg 2312001 - Anticorruzione ISO 37000

 

Network “231 Group

Qualità x Competere ha strutturato il “231 Group”  ,  un'organizzazione di business oriented e formazione che assicura  una vasta gamma di conoscenze e professionalità necessarie per approfondire efficacemente argomenti di Risk management e compliance.

In particolare, per l'elaborazione di un modello organizzativo ai sensi del D.lgs. 231/2001, "231 Group" dispone di competenze legali e tecniche, nonchè di maturata esperienza in ambito aziendale e giudiziario (in particolare processual-penalistico).

231 Group si occupa, oltre che di consulenza, anche di formazione aziendale per amministratori o apicali, dipendenti con funzioni dirigenziali o di responsabilità di processo e per i  professionisti esterni. In particolare vengono eseguiti corsi pratici in azienda a seguito dell'adozione del modello al fine di far comprendere e coinvolgere tutto l'organico societario e formazione dei membri interni dell'odv. I componenti 231 Group svolgono corsi di alta formazione con sindacati di settore o associazioni di categoria in ambito 231; hanno svolto  formazione per l'ordine dei commercialisti di Perugia e Terni e per i consulenti del lavoro di Perugia.

I componenti di 231 Group  hanno maturato nell'ultimo anno esperienza di modelli 231 in consorzi e filiere ossia organizzazioni complesse con numerosi collegamenti e sovrapposizione di responsabilità.

 

I componenti di 231 Group hanno maturato significativa esperienza quali membri di Organismi di Vigilanza.

 L'azienda non è la nostra unica interlocutrice.  Questo network non è infatti da intendere come “lo studio di consulenza” ma si propone come referente e supporto dei consulenti aziendali e del collegio sindacale, che hanno la piena conoscenza della realtà aziendale e la fiducia della stessa, nonchè come referente esperto per le istituzioni che,  a  vario titolo, sono chiamate a far rispettare la legge

 

Anticorruzione ISO 37000

 

La corruzione costituisce una priorità nelle agende politiche per molti paesi, ma mentre numerosi governi hanno moltiplicato gli sforzi e strumenti per combattere il fenomeno, tocca ora alle organizzazioni giocare la loro parte. Nonostante le numerose leggi nazionali e gli accordi internazionali volti a combattere la corruzione, i suoi effetti distruttivi sono tutt’oggi presenti e continuano a erodere l’economia.

 

L’ISO ha in corso di elaborazione un documento volto ad aiutare le organizzazioni in questo contesto. La futura norma ISO 37001 ha appena compiuto un passo importante raggiungendo l’inchiesta pubblica e la fase di votazione (DIS): i membri ISO coinvolti nella sua elaborazione sono ora invitati a votare il progetto di norma esistente, per poi proseguire rapidamente verso la pubblicazione.

 

La data di pubblicazione è prevista per la fine del 2016.

 

 

 

La ISO 37001 “Anti-bribery management systems” intende aiutare le organizzazioni nella lotta contro la corruzione, istituendo una cultura di integrità, trasparenza e conformità. Anche se la norma non può garantire lo sradicamento della corruzione, può fornire il suo aiuto nell’implementazione di misure efficaci per prevenirla e affrontarla e diventerà uno strumento operativo da aggiungere a quanto già predisposto dai singoli paesi in ottica regolamentare, come le recentissime il cosiddetto “Pacchetto Anticorruzione”.

 

La 37001 specifica le misure e i controlli anti corruzione adottabili da un’ organizzazione per monitorare le proprie attività aziendali al fine di prevenire la corruzione. Rientrano tra questi

 

·        la predisposizione di una politica anticorruzione,

 

·        l’individuazione di un incaricato (oltre all’impegno del top management),

 

·        la formazione a tutti gli interessati,

 

·        la valutazione dei rischi specifici, la definizione di relative procedure, come ad esempio la regolamentazione di omaggi e regali, il monitoraggio dei fornitori e dei partner commerciali.

 

 

 

STA srl Servizi di tutela aziendale e Qualità x Competere hanno acquisito competenze esperienze ed abilità con le organizzazioni nell’applicazione dei sistemi di gestione e dei modelli di organizzazione e controllo in prevenzione della corruzione e salvaguardia della trasparenza ed integrità.

 

L’applicazione di questa norma consente di tracciare una linea condivisa di progettazione applicazione e controllo ed è cosa naturale accompagnare alla Iso 37001 le organizzazioni che se ne vorranno fregiare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Ma ecco riepilogati i principali punti di forza del nostro Servizio:
 
“L’unione fa la differenza” La combinazione ideale delle competenze gestionali/organizzative e la profonda conoscenza delle norme di riferimento  con le elevatissime competenze tecnico-scientifiche (Sicurezza, Ambiente, Contratti, norme societarie, fiscali, etc.), permettono una gestione a 360° di ogni progetto. La forza del gruppo è nella interdisciplinarietà e nella diversità di esperienze, competenze e professionalità dei vari componenti al fine di rispondere efficacemente alle innumerevoli situazioni di rischio ai quali è esposta la società.

In sintesi 231 Group assicura:

·         efficacia delle soluzioni

·         rispetto dei tempi

·         visione integrata

·         rapporto diretto e costante

·         reperibilità costante

e si propone per :

·         Fornitura di servizi diretti o da terzisti

·         Partnership

·         Sviluppo reti

 

“231group” si prefigge anche la mission di concorrere a diffondere la cultura 231 nelle varie realtà aziendali. A tal fine il gruppo è promotore unitamente ad associazioni No profit di tavoli di confronto con la Procura e gli organismi di vigilanza delle imprese nell'ottica di condividere esperienze e trovare percorsi applicativi efficaci ed efficienti.

 L'adozione del Modello 231 deve rappresentare, oltre che un adeguamento normativo, un importante momento di riflessione per i vertici societari, un'opportunità di riorganizzazione aziendale finalizzata a razionalizzare e ad ottimizzare l'attività lavorativa. Nel nostro percorso, il progetto di adozione del modello 231 viene attuato attraverso molteplici attività (esame e studio di documenti aziendali, organizzazione, collegamenti e filiera) tra cui le c.d. "interviste" al personale, nello specifico sia agli apicali che ai sottoposti. Durante le interviste i soggetti coinvolti raccontano come percepiscono l'azienda, il proprio lavoro, i compiti e le mansioni assegnatigli; “231group” ha deciso di strutturare le interviste seguendo il un determinato percorso:

- un primo incontro con i vertici o responsabili aziendali per conoscere la storia della Società e per avere un quadro generale della vita aziendale attraverso l'analisi dei documenti aziendali;

- le interviste programmate con i singoli dipendenti (domande chiuse -una sorta di  questionario - e domande aperte);

- un secondo incontro con il vertice societario per confrontare insieme i risultati ottenuti e per fissare di concerto gli obiettivi da raggiungere e le modalità operative per redigere i protocolli da adottare per eliminare o quanto meno fortemente ridurre la commissione dei reati previsti dalla 231. Difatti, dall'analisi delle interviste spesso emerge una diversa percezione e comprensione delle mansioni e dei compiti  che devono svolgere i dipendenti ed i  superiori.

Risulta fondamentale impostare un modello di organizzazione adeguato alla struttura aziendale ed ai rischi connessi all'attività svolta senza tuttavia "ingessare" le organizzazioni con eccessi di prevenzione. 


INTRODUZIONE AL D.lgs 231:

Con il Dlgs. 231/01, è stato introdotto un nuovo tipo di illecito avente nella sostanza natura penale: quello addebitabile all’ente per i reati commessi dai “vertici” o dai sottoposti dello stesso.

Con la legge delega n. 300 del 2000 e successivamente con il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante la “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’art. 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300” è stato introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità in sede penale degli enti, che si aggiunge a quella della persona fisica che ha realizzato materialmente il fatto illecito.

Il principio di personalità della responsabilità penale "societas delinquere et punire non potest" permetteva al patrimonio degli enti e in definitiva ai soci stessi di non patire conseguenze dalla realizzazione dei reati commessi con vantaggio della società da parte di amministratori e/o dipendenti; le conseguenze sanzionatorie irrogate a seguito della commissione dei reati non intaccava nè il patrimonio sociale nè gli interessi economici dei soci, al più la società poteva subire un'eventuale risarcimento del danno a norma degli artt. 196 e 197 c.p. ( se ed in quanto esistente; sul piano delle conseguenze penali, infatti, soltanto gli artt. 196 e 197 cod. pen. prevedevano (e prevedono tuttora) un’obbligazione civile per il pagamento di multe o ammende inflitte all'autore materiale del reato, ma solo in caso d’insolvibilità del predetto.

Con l'introduzione della nuova normativa il nostro paese si è dotato di un modello generale di responsabilità sanzionatoria degli enti collettivi che, per struttura e finalità, è capace di diventare un efficace strumento di controllo sociale, infatti, né l’ente, né i soci delle società o associazioni possono dirsi estranei al procedimento penale per reati commessi a vantaggio o nell’interesse dell’ente. Ciò, ovviamente, determina un interesse di quei soggetti (soci, associati, ecc.) che partecipano alle vicende patrimoniali dell’ente, al controllo della regolarità e della legalità dell’operato sociale.

L'ampliamento della responsabilità mira a coinvolgere nella punizione di taluni illeciti penali il patrimonio degli enti e quindi degli interessi della economici della società che non pativa prima dell'entrata in vigore della 231, conseguenze che, ad oggi, derivano dalla realizzazione di reati commessi con vantaggio della società da amministratori e/o dipendenti.

L'esonero della responsabilità dell'ente passa attraverso il giudizio di idoneità del sistema interno di organizzazione e controllo (MOG) che la Magistratura deve valutare, dunque i modelli e l'organizzazione dell'attività di controllo devono porsi come obiettivo l'esito positivo di tale giudizio di idoneità. La mancata adozione del modello pone la società al rischio di non utilizzare l'esimente e quindi gli amministratori sono esposti ad azioni di responsabilità – all'interno del processo penale - per omissione e violazione di legge e/o per omessa adozione del modello.

per maggiori approfondimenti si rimanda al sito dedicato del gruppo 

http://www.network231rm.com





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